L’uomo moderno impallidisce davanti ai suoi predecessori- non è più tenuto a confrontarsi con forze titaniche , Di conseguenza ,.non c’è più posto per gli eroi , nè per i poeti che cercano di rappresentare degli eroi :lo sappiamo.
La nostra condanna sembra essere quella di subire un grigiore quotidiano imposto dall’alto e dal di fuori come suprema prova di buongusto .
Lo scetticismo , il dubbio , il cinismo ci vengono imposti come gli unici mezzi idonei a risarcire un passato troppo sonoro e mistif i cato -ad esercitare quella che si potrebbe chiamare l’igiene della coscienza critica e della memoria creativa . .Non esiste più un mostro mitologico e invincibile , contro cui anche la sconf i tta più vergognosa era comunque motivo di riscatto e di orgoglio. Esiste invece uno stillicidio energetico continuo perpretato da una serie di minuscoli mostri , spesso ridicoli , comici , grotteschi. Bollette , tasse , assicurazioni, fi nanziamenti , mutui, rate .E solo per essersi sottratto a questo assoluto ,a questo scontro con un mostro mitologico, per aver scelto di adattarsi a questo destino, a questa lotta di serie “B”, egli merita questo destino .
Il nostro destino .Così privo di riferimenti ad una cultura dell’anima , che ogni movimento della coscienza in tal senso può sembrare esacerbato ed inf i ne viziato da una specie di retorica formale .L’uomo avverte ancora dentro di sè questa spinta verso un assoluto, ma la mancanza di una “direzione” , porta persino i desideri ad essere vissuti in una dimensione di frustrazione e d’angoscia. La pace ,la serenità ,dunque,lontano da quello che si può pensare, non è la condizione del mondo moderno se non nella dimensione della speranza cristiana e del suo Dio Ciò spesso, si traduce in modo implacabile a livello dell’individuo e della sua angoscia privata .
In questo il signif i cato della vita ed il suo senso non abitano più qui fra noi.
Mentre siamo sottoposti ad una tempesta di impulsi luminosi sonori di pubblicità e la nostra attenzione è continuamente rapita dalle app di ultima generazione ,Il rapporto interpersonale quotidiano è appiattito, oggettivato, fi nalizzato.
Utilizzando dei modelli sociali che utilizzano come riferimento società di formiche , come in Kafka,siamo diventati noi stessi insetti .
La volontà dell’uomo moderno dunque non è stata sconf i tta,piegata, da un mostro mitologico.- ma grazie ad un diabolico marchingegno burocratico .Se l’uomo ,inteso ontologicamente , viene meno , se le sue azioni non sono più meritevoli di gesta leggendarie ,l’unica cosa meritevole di attenzione e di importanza è il puro accadere degli eventi. Embleticamente enfatizzata dal telegiornale -da quel parlare in modo concitato-, da quel dovere di cronaca che esula anche dalla più banale forma di rispetto, da quell’incalzare ridicolo davanti a fatti su cui non abbiamo la minima possibilità d’azione. Da quel modo cioè di porci gli eventi in maniera orizzontale che pone sullo stesso piano un omicidio cruento alle previsioni del tempo -da quegli squittii davanti all’accadere dell’esistenza, da tutta questa informazione cui non viene concesso nemmeno il tempo di cristallizzarsi in signif i cato..Già, questa massa di informazione che paradossalmente ci rende vicini al lutto di una superstar di Hollywood,mentre non sappiamo neanche chi abita al piano di sopra del nostro condominio .
Condizione tragicamente accolta dai pubblicitari di ogni latitudine e ogni longitudine , che , adeguandosi alla spirale del silenzio, -invece di fare promozioni pubblicitarie of f rendo servizi di buona qualità , ci percuotono da mattina a sera di messaggi idioti -allarmismi in uno stupro psicologico senza fi ne.
Siamo parlati dai mass media , raccontati dai mass media, , vissuti dai mass media.
I mass media sono def i nitivamente penetrati nella dimensione sacra ,nel tempio dove due persone si incontrano e si raccontano , e con il loro starnazzare si sono imposti e ne hanno stravolto il senso..
Ed ecco che adesso , come forse non mai in precedenza,è pressante il bisogno di certezze . Certezze che abbassano il livello di ansia verso l’ignoto , certezze che ci permettono di non sentirci soli , o isolati .Una chiara idea , un principio determinato , una teoria unif i cata , un cieco credo , sono comunque preferibili alla tensione crescente di forze opposte e opinioni contrapposte..La tendenza a semplif i care la complessità della vita , ed a confondere la mappa col territorio si traduce istantaneamente in una perdita di immaginazione da un lato , in un impoverimento del linguaggio e nell’ascesa di estremismi che ruotano intorno a idee fi sse e dogmi dall’altro.